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Il progetto Incipit contro lo sfruttamento sessuale e l'accattonaggio

REGGIO CALABRIA Il contrasto allo sfruttamento sessuale e all’accattonaggio nei programmi d’intervento e d’accoglienza sono stati i macro-temi di un webinar denso di contenuti, svoltosi lo scorso 23 ottobre, in occasione della XIV Giornata Europea contro la tratta degli esseri umani.
Il team del progetto IN.C.I.P.I.T. ha realizzato, infatti, una serie di azioni di comunicazione istituzionale e di analisi di approfondimento dei fenomeni.
I lavori sono stati condotti sotto forma di dibattito dall’avvocato Lucia Lipari ed hanno visto i saluti istituzionali di Edith Macrì, dirigente della Regione Calabria, dell’assessore del Comune di Reggio Calabria, Irene Calabrò, di Pietro Siclari, Presidente Piccola Opera Papa Giovanni Onlus.
Fondamentale il contributo di Giovanni Bombardieri, Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, il quale ha affermato che: «Il fenomeno è difficilmente aggredibile senza la cooperazione fra varie autorità e polizie giudiziarie. Il problema risiede nella volontà politica di tutti di contrastare efficacemente il fenomeno. La Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria è presente ai tavoli internazionali ed è importante l’osservazione del ripetersi di una serie di situazioni, gli sbarchi, che seguono un andamento irregolare. Non possiamo fermarci agli scafisti e ai soggetti deboli, che a loro volta sono sfruttati per realizzare questi viaggi, ma vogliamo colpire l’organizzazione».
E’ seguito l’intervento dell’avvocato Antonella Inverno, Responsabile politiche infanzia e adolescenza per Save the children Italia, secondo cui: «Il rapporto Piccoli schiavi invisibili ci parla di oltre 40 milioni di vittime di tratta o sfruttamento nel mondo, di cui 1 su 4 minorenne. E’ legittimo supporre che durante il lockdown, l’indoor, collegato anche allo sfruttamento online, abbia rappresentato una modalità largamente diffusa. In Italia il traffico sessuale e le condizioni di vulnerabilità sono state ulteriormente aggravate dall’emergenza legata al covid-19, che ha spostato il circuito della prostituzione all’interno delle connection-house gestite dai trafficanti».
Centrali gli interventi di chi opera ogni giorno sul campo e nel contrasto alla tratta, l’avvocato Maria Rosa Impalà, Coordinatrice del Progetto IN.C.I.P.I.T., ha sottolineato l’importanza del lavoro di rete: «E’ inevitabile un approccio multi agenzia, con azioni e procedure di raccordo multi-attoriale per l’identificazione e la tutela delle vittime di tratta. Abbiamo lavorato e posto grande attenzione all’azione di sistema interregionale sul lavoro sfruttato ed è molto significativa l’accoglienza residenziale delle donne e dei minori inseriti nelle nostre strutture».
Ha interrotto la sequenza dei relatori, la condivisione di una video intervista realizzata da Lipari ad una donna vittima di tratta nel rispetto dell’anonimato, che ha tracciato il suo percorso difficile di paure e liberazione.
Il dibattito è proseguito con l’avvocato Francesco Penna, che ha inquadrato l’argomento dicendo che: «il fenomeno dello sfruttamento lavorativo è reso ancor più problematico da una normativa sull’immigrazione che, legando il permesso di soggiorno a un contratto regolare di lavoro, accresce la già elevata vulnerabilità del migrante nel sistema economico-produttivo. L’emersione è possibile, così come uscire dallo sfruttamento. La presa in carico territoriale e la successiva accoglienza protetta di quei soggetti che hanno avuto il coraggio della denuncia è imprescindibile. Noi siamo il ponte tra i lavoratori e la rete d’aiuto».
Nadia Modafferi, Psicologa della Popg Onlus, ha dato il suo contributo sulle diverse opportunità offerte dal progetto: «Nonostante il covid, in quest’anno, è stato operativo un servizio destinato alle vittime di tratta a scopo di accattonaggio. Attraverso il lavoro dell’unità di contatto e dello sportello d’ascolto, siamo riusciti ad interfacciarci con diversi giovani migranti di origine nigeriana, che hanno manifestato la necessità di aiuti concreti che gli permettessero di entrare in empatia con gli operatori, di raccontarsi. Instaurare una relazione di fiducia è un passaggio fondamentale per decidere di uscire dallo sfruttamento».
Ad arricchire il webinar sono state infine le testimonianze di Maria Teresa Passannante per la Comunità Papa Giovanni XXIII, di Suor Loriana, Referente Unità di strada della Caritas di Reggio Calabria, di Celeste Logiacco per la Cgil della Piana di Gioia Tauro, e di don Vincenzo Alampi, per la Caritas di Oppido-Palmi.

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